“Sia sulla necessità di cambiare le regole del gioco per votare il Parlamento italiano sia sull’auspicabile riforma del finanziamento dei partiti siamo d’accordo con il presidente della Repubblica, Giorgio Napoltano”.
Così il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, sulle parole del Capo dello Stato che oggi da Pesaro, per le celebrazioni del 25 aprile, ha chiesto una nuova “legge elettorale che consenta a cittadini di scegliere i rappresentanti in Parlamento e non di votare nominati dai partiti”.
Secondo Longobardi “è condivisibile la richiesta di apportare nuovi criteri e limiti al finanziamento dei partiti che, a questo punto, non devono assolutamente esitare né tardare a muoversi concretamente sulle riforme”.
Non solo. “È anche giusto chiedere, come fa il presidente della Repubblica, di non scagliarsi contro la politica. Tuttavia – spiega Longobardi – non si può non osservare come, nella recessione che stiamo attraversando, una responsabilità non irrilevante, specie sul fronte delle misure anticrisi, va rintracciata proprio negli schermanti politici, in Parlamento e nel Governo cosiddetto tecnico guidato dal professor Mario Monti”.
Quanto alla situazione economica, il presidente di Unimpresa si dice “estremamente preoccupato per il clima di paura e sfiducia che si respira fra i cittadini e fra gli imprenditori; il bollettino dei suicidi che ogni giorno cresce drammaticamente dovrebbe far riflettere chi ha la responsabilità politica e istituzionale di individuare soluzioni per condurre il Paese fuori dal tunnel della crisi”. “Il nodo principale è la pressione fiscale che sta fiaccando le imprese e l’economia italiana in generale” dice Longobardi.
Fra gli addetti ai lavori, una possibile strada da percorrere è quella volta ad abbattere il debito pubblico attraverso un massiccio piano di dimissioni del patrimonio immobiliare dello Stato e una nuova stagione di privatizzazioni oltre che con una cura dimagrante alla spesa statale con la lotta agli sprechi: “Ma quando si toccano certi tasti – dice Longobardi – c’è un fuggi-fuggi generale e la politica è curiosamente sorda. Forse perché si vanno a intaccare i lati sensibili dei partiti e i veri interessi della politica?”.

a cura del Servizio Ufficio Stampa Unimpresa