Dal 5 al 9 aprile, 250 eventi e 500 speaker da 44 paesi. Le persone, al centro dell’#ijf17

Dal oggi al 9 aprile torna il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.
Cinque giorni, circa 250 eventi, oltre 500 speaker da 44 paesi diversi, e come sempre tutto rigorosamente a ingresso libero e in live streaming.
Nel cuore dell’evento di questa edizione 2017 ci saranno le persone: dall’America di Trump alla Filippine di Duterte, passando per l’Africa e il Medio Oriente e ovviamente l’Europa.
E come sempre sarà una riflessione sui temi del giornalismo, i cambiamenti continui della professione, e l’occasione per raccontare le storie e i temi di attualità, le questioni che premono sulle nostre società, sul nostro stare insieme.
Il Festival di Perugia è infatti una grande newsroom mondiale, che produce un’immagine del presente in tempo reale, dove professionisti e non si incontrano e fanno giornalismo, informazione, costruendo un ricco e complesso racconto a più voci del mondo.
Trump e la sua sfida continua ai media, la Turchia di Erdogan e la libertà di informazione sotto attacco in tutto il mondo, l’Europa al bivio con Brexit e la spinta dei movimenti populisti, e la pericolosa tentazione di legiferare sulla verità per contrastare le fake news, in una presunta era della post-verità. Questo sarà un argomento che sarà affrontato in diverse sessioni puntando soprattutto su media literacy e prendendo posizione contro tentativi di filtri e censure.
Si parlerà di Siria, di Yemen, una delle crisi meno raccontate del Medio Oriente, che sta avendo un impatto devastante sulla popolazione civile, non senza la responsabilità dei paesi, tra cui l’Italia, coinvolti nel commercio delle armi in questo conflitto. Organizzato da Medici senza Frontiere, si parlerà delle guerre e della povertà che spingono milioni di persone ad abbandonare i loro paesi, di Africa grazie anche all’incontro organizzato da Amref “Prendersi cura del mondo” con Riccardo Iacona. L’attivismo, i diritti umani, le cyberguerre, la guerra ai signori del narcotraffico, la crisi di fiducia nei media che mette a rischio le democrazie, il cambiamento climatico, la necessità di un giornalismo capace di parlare alle nuove generazioni “digitali”, il ruolo, i rischi e l’etica dei leak e del whistleblowing per il giornalismo.
E, ancora, modelli di business e ruolo della filantropia nel presente e futuro dei media, disabilità e sport, Isis e il ruolo delle donne nel terrorismo islamico, ricerca e università, la sfida degli algoritmi per il giornalismo e la democrazia, vaccini e la necessità di saper comunicare la scienza.

Luigi D'Alise

Giornalista professionista: scrivo, parlo, formo e informo per l'Ago Press. Slownauta apprendista: scatto, filmo, viaggio e assaggio per Slow Sud.

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