In Europa, il 71% dei terreni agricoli è destinato all’allevamento intensivo, 2,5 miliardi di ettari a livello mondiale, pari al 26% delle terre emerse. In Italia il 70% del totale venduto di antibiotici è utilizzato nella filiera industriale di produzione della carne, un settore che contribuisce, sul pianeta, al 18% delle emissioni di gas serra e nel nostro Paese è seconda causa di inquinamento da polveri sottili.
Un impatto ambientale, sociale ed economico enorme, che ha spinto Murphy’s Law, uno dei brand più conosciuti nel panorama dei pub e delle birrerie della Campania, a lanciare il progetto “Eticoerente”.
L’idea è quella di coniugare l’etica d’impresa e la coerenza dell’offerta gastronomica, proponendo menu dove sia completamente bandito l’utilizzo di carni di animali da allevamenti intensivi, che danneggiano l’ambiente ed il clima, e maltrattano gli animali. Ma anche gli esseri umani, con effetti nocivi sulla salute e senza contare i riflessi sull’economia locale, con tanti piccoli produttori tagliati fuori dal mercato.
Ieri sera, la presentazione, nel locale in via Giovanni Merliani, a Napoli, con la presenza di giornalisti e food blogger ai quali Antonio Zullo, ideatore del progetto e Nicola Ungaro, titolare del marchio Murphy’s Law, hanno illustrato finalità e peculiarità.
Media partner dell’iniziativa, l’Ago Press, che ha curato l’Ufficio Stampa del progetto.

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