La tarsia sorrentina, l’arte che si è sviluppata in Italia alla fine del Quattrocento ed è proseguita nei secoli successivi fino alle opere dei maestri intarsiatori dell’Ottocento, trovando tra i centri di maggiore produzione la penisola sorrentina, si candida al riconoscimento di patrimonio immateriale Unesco.
La notizia giunge a margine della giornata di studi promossa dalla Fondazione Alessandro e Alma Fiorentino presso il Museobottega della Tarsialignea di Sorrento, che ha visto a confronto esperti del settore per discutere sul futuro di un comparto che vive un processo di profonda crisi, con il pericolo di vedere scomparire un sapere manuale che ha contribuito per secoli ad arricchire il patrimonio artistico locale e un’intera economia di settore.
Il servizio della Tgr Campania andato in onda questa sera su Rai 3, con interviste a Raymond Bondin, membro esecutivo Iccrom, il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali e ad Alessandro Fiorentino, direttore del Museobottega della Tarsialignea.
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