Il conto alla rovescia per i proprietari di monopattini elettrici è agli sgoccioli. Entro il prossimo 16 maggio, chiunque circoli su due ruote elettriche dovrà aver regolarizzato la propria posizione dotando il mezzo di una targa (tecnicamente un contrassegno identificativo). Per i ritardatari le conseguenze sono pesanti: le sanzioni amministrative previste partono da 100 euro e possono arrivare fino a 400 euro.
Tuttavia, quella che doveva essere una semplice operazione di censimento dei mezzi della micromobilità rischia di trasformarsi in un collo di bottiglia burocratico.
Nonostante la scadenza ravvicinata, la macchina amministrativa sembra faticare a reggere l’urto delle richieste. A denunciarlo è Assoutenti, che segnala una possibile congestione degli uffici. Molti utenti, pur avendo già avviato le pratiche, potrebbero non ricevere il contrassegno fisico in tempo utile.
“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) deve chiarire se chi ha già presentato domanda può circolare senza incorrere in sanzioni” afferma l’associazione in una nota ufficiale. Al momento, infatti, non esiste una deroga esplicita per chi è “in attesa” di ricevere la targa dopo aver pagato i bollettini.
Regolarizzare il proprio monopattino richiede un investimento economico che varia a seconda della modalità scelta. Gestendo la pratica tramite il Portale dell’automobilista, tra bolli e diritti di motorizzazione, il costo si aggira sui 35 euro. Per chi preferisce delegare la burocrazia, il prezzo sale sensibilmente, toccando punte di 80 euro.
Una volta ottenuta, la targa dovrà essere applicata in modo permanente e ben visibile sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo, rispettando i criteri di verticalità e leggibilità previsti dalle circolari ministeriali.
Se per la targa il termine è imminente, per l’obbligo assicurativo è stata concessa una boccata d’ossigeno. Su pressione dell’Ania, la scadenza è stata prorogata al 16 luglio.
Attenzione, però, alle clausole: non sarà possibile utilizzare la classica polizza “RC Capofamiglia”. L’assicurazione dovrà essere specifica e riportare obbligatoriamente il codice della targa del mezzo. Inoltre, per i primi due anni, è escluso il sistema dell’indennizzo diretto: in caso di sinistro, il danneggiato dovrà rivolgersi alla compagnia del responsabile civile secondo la procedura ordinaria.
“Siamo di fronte a una fattispecie del tutto nuova – spiega Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti – La circolare del Mimit del 24 aprile stabilisce un periodo di monitoraggio di due anni. L’Ivass informerà semestralmente il Ministero sull’andamento dei sinistri, così da calcolare in futuro premi assicurativi basati su costi reali e non presunti”.
Nel frattempo, il consiglio per i possessori di monopattini è di verificare immediatamente la disponibilità di appuntamenti presso la Motorizzazione o di rivolgersi al Portale dell’automobilista per anticipare il più possibile i tempi ed evitare brutte sorprese ai controlli stradali dopo metà maggio.
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