Fake news, pandemia del web

“Libertà d’informazione, Fake news e post verità”. Se ne è discusso oggi all’interno della IX edizione del “Premio Internazionale del giornalismo Biagio Agnes”.
“Nell’era di internet che accorcia le distanze e supera le barriere – ha affermato Simona Agnes, presidente della Fondazione Biagio Agnes – diventa sempre più importante il ruolo del giornalista. Verifica delle fonti e correttezza dell’informazione sono due dei principi deontologici alla base di chi fa questo mestiere”. Al dibattito, moderato dal caporedattore centrale del Tg2, Emilio Albertario, sono stati tanti gli spunti di riflessione venuti fuori. “Ho il terrore – ha affermato Antonello Giacomelli, sottosegretario di Stato al ministero dello Sviluppo Economico – che si crei una Autority della verità. Si corre il rischio di scivolare nella censura. Io credo che contro le fake news, non ci sia nessuna difesa più efficace della professionalità del giornalista”. Paolo Garimberti, editorialista di Repubblica, ha puntato l’attenzione sull’importanza della libertà di parola. Ma ha sottolineato anche quanto sia importante che siti o giornali che fanno disinformazione, vengano bollati. Antonio Martusciello, Commissario Agcom ha evidenziato che in un mondo di sovraproduzione d’informazione, la qualità deve essere la ratio in assoluto.
Giorgio Mulè, direttore del settimanale Panorama, dopo aver definito le fake news delle pandemie perché “una volta su internet non le puoi più eliminare”, ha sottolineato quanto il web sia libero per natura. Polemico Paolo Borrometi, il giornalista dell’Agi sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia. “Io vedo parlamentari della Repubblica italiana – ha affermato – condividere fake news solo per avere dei like in più”.

Luigi D'Alise

Giornalista professionista: scrivo, parlo, formo e informo per l’Ago Press. Slownauta apprendista: scatto, filmo, viaggio e assaggio per Slow Sud.

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