Dalla bellezza dell’isola di Rodi all’inferno di Auschwitz-Birkenau.
Sami Modiano ha 14 anni quando, nell’agosto 1944, viene rinchiuso nel campo di sterminio. È con il papà Giacobbe e la sorella Lucia, che non sopravviveranno.
Sami è prostrato, debolissimo, viene selezionato per le camere a gas ma lo salva un treno di patate da scaricare.
Il 27 gennaio 1945 ritrova la libertà con l’arrivo dell’Armata Rossa.
Dal 2005 è instancabile testimone della Shoah, nei suoi frequenti incontri con i ragazzi ai quali ricorda: “Noi sopravvissuti siamo ancora là”.
[immagini Fondazione Museo della Shoah]