All’indomani dell’incendio divampato a Capodanno nella località svizzera di Crans-Montana, diverse fake news sono circolate online, mentre utenti e siti web hanno diffuso immagini create con l’intelligenza artificiale.

Un ulteriore sfregio alla tragedia costato la vita a 40 ragazzi, di cui 6 italiani, e che ha causato 116 feriti.

The Cube, il team di fact-checking di Euronews, ha identificato diversi video e immagini che circolavano online il giorno dopo la strage.

Numerosi gli account che affermavano che l’incendio fosse stato causato da un’esplosione mescolando immagini reali con altre false o fuorvianti.

Un utente affermava che un’esplosione aveva distrutto il locale, condividendo una fotografia dell’esterno dell’edificio insieme a un’immagine dei fuochi d’artificio della notte di Capodanno sul porto di Sydney, in Australia.

Ancora, un’immagine molto diffusa su X e Instagram mostrava i soccorritori all’indomani dell’incendio. Tuttavia, questa foto non è della tragedia in Svizzera, ma mostra soccorritori sulla scena di un’esplosione di gas in Polonia nel 2019.

La questione ripropone i principali rischi per l’informazione e la sicurezza legati alla diffusione di notizie false.

Video manipolati o teorie del complotto sulla dinamica possono influenzare le testimonianze dei sopravvissuti, rendendo più difficile il lavoro degli inquirenti per accertare la verità.

Ma c’è anche un altro fattore: l’inquinamento del panorama mediatico.

Per i lettori diventa quasi impossibile distinguere tra i video reali girati nel locale e quelli creati ad arte per generare click.

Le fake news non sono semplici bugie, ma armi di distrazione e manipolazione che colpiscono il cuore della nostra convivenza civile: la fiducia.

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