Dopo 730 anni di attività, il monastero di Santa Chiara, a Ravello, rischia la chiusura, a causa della crisi delle vocazioni.
Sono cinque le monache clarisse rimaste nella struttura.
Una notizia che si è diffusa rapidamente nella cittadina costiera, provocando l’intervento dell’amministrazione comunale e la creazione di un comitato civico.
Una mobilitazione generale per evitare il trasferimento della badessa, suor Ester, suor Angela Maria, suor Agnese, suor Massimiliana e l’ultranovantenne suor Maria Cristina.
Il sindaco Salvatore Di Martino, come altri esponenti politici della Città della Musica, si sta adoperando per evitare la chiusura del monastero. Tra i provvedimenti, una delibera di giunta con la quale si coinvolgono “le autorità religiose preposte di attuare qualsivoglia misura ed intervento necessario a scongiurare il pericolo di soppressione del complesso monastico di Santa Chiara”, definito nel documento “sia architettonicamente che spiritualmente uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico, culturale, paesaggistico e spirituale di Ravello”.
La storia di Ravello s’intreccia infatti con quella del complesso monastico, fondato nel 1297. Si tratta di una delle più antiche fondazioni francescane femminili. Per lungo tempo è stato vivace centro educativo, asilo infantile della città della musica fino agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso. Dal febbraio al luglio del 1944, presso il monastero di Santa Chiara, si recarono più volte il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena, insieme al principe Umberto, che risiedevano a Villa Episcopio, sostenendo la comunità monastica nelle attività educativa e lavorativa, con la ricostituzione dell’asilo, e favorendo la produzione di corredi e vestiario per i poveri della città. Insomma, un luogo che racconta oltre sette secoli di vita claustrale, intimamente legato al tessuto cittadino, centro di spiritualità e di preghiera, ma anche scrigno di preziose testimonianze artistiche e sede di un pregevole archivio dichiarato di interesse storico nel 2014.
Il servizio della Tgr Rai Campania, andato in onda alle 14, su Rai 3.
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