“Il meccanismo di Equitalia relativo all’esecutività immediata degli avvisi di accertamento è iniquo e non tiene conto dei diritti dei contribuenti davanti alla legge”.
Unimpresa, attraverso il presidente nazionale, Paolo Longobardi, interviene sulla querelle che mette al centro l’operato del Fisco nei confronti delle imprese.
“Non è possibile che, una volta ricevuta la cartella di accertamento, questa diventi esecutiva dopo 90 giorni, come accadrà a partire dal primo luglio prossimo – spiega Longobardi – Cosa accadrà? Che nel caso l’azienda facesse ricorso al giudici tributari per una sospensiva, e il provvedimento non arrivasse entro 120 giorni, Equitalia può comunque procedere al recupero coatto di quanto richiesto”.
Considerati i tempi della giustizia, conclude Longobardi, tutto ciò si tradurrà per un ulteriore scotto per le imprese, costrette a pagare subito e solo poi, eventualmente, vedere accolte le proprie istanze.
a cura del Servizio Ufficio Stampa Ago Press
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