instant-gamesIl social network ha annunciato gli Instant Games: si potrà giocare nella chat di Messenger, o nel News Feed. Ennesimo tentativo di rendere i suoi utenti sempre più fedeli.

Facebook ha da poche ore annunciato l’ultima novità: gli Instant Games nelle chat di Messenger. A breve, in 30 paesi, sarà aggiornata l’app di messaggistica per i sistemi Android e iOs. Così, nel segreto delle chat, oltre che scambiarsi messaggi, adesivi e Instant Video, gli “amici” potranno iniziare partite clandestine, magari in orario di ufficio, sfidandosi a Pac-Man, Spade Invaders, EverWing e altri 14 giochi. A cui se ne aggiungeranno via via molti altri. E per chi lo desidera, si potrà anche giocare nel News Feed di Facebook, da soli, o invitando uno o più dei propri contatti ad unirsi.

Con questa mossa, Facebook continua ad espandere i propri interessi, cercando di abbracciare sempre più aspetti della vita quotidiana delle persone: nelle scorse settimane aveva annunciato la possibilità di usare l’app Messenger per acquistare e vendere prodotti, e ora prova a fornire al miliardo di utenti del servizio di messaggistica anche uno spazio per giocare online, in tutta semplicità, con il solo browser o la sola app, senza alcun bisogno di installare altre applicazioni o plugin.

Sembra molto innovativo, ed in fondo lo è. Ma solo nella tecnologia, non certo nell’idea.
Chi è nato negli anni ’80 ricorderà sicuramente il Lion Trophy Show, in cui si giocava da casa, in televisione, usando la tastiera del telefono di casa come un joystick. Premendo il “4” si girava a sinistra, con il “6” si girava a destra, e con gli altri tasti si tentava di conseguire più bonus possibili. Protagonista del gioco era il simpatico “Lion”, che alla fine di ogni partita sgranocchiava uno snack dello sponsor, l’omonima merendina Nestlè. La tv, si diceva, diventa “altro”: fa giocare, anche solo guardando, chi non può permettersi una consolle della Nintendo o della Sega.

Con i video, con le foto, con i post degli “amici”, e ora con i giochi, Facebook intrattene i suoi utenti. Ma Facebook non vende intrattenimento. L’intrattenimento serve a Facebook solo per legare a sè il proprio prodotto, che sono  gli utenti: il pubblico per i quale gli inserzionisti, i veri clienti di Facebook, sono disposti a pagare contenuti sponsorizzati.
Nulla di nuovo, anzi, a ben vedere è uguale uguale a quello che faceva, e fa ancora oggi, la cara vecchia tv, il media più usato dagli italiani, con un futuro roseo davanti a sè.

Per vendere contenuti sponsorizzati, Facebook ha bisogno che gli utenti restino più tempo possibile sulla sua piattaforma. Che facciano sempre più cose attraverso il social network o, al massimo, attraverso la propria app Messenger. E’ questa la logica ultima dietro prodotti come gli Instant Articles, l’ecommerce in Messeneger, o gli Instant Games. Proseguendo nel parallelo con la tv, è l’invito a non cambiare canale che anticipa le pause pubblicitarie.
Ed è la stessa strategia che seguono anche i competitor di Facebook. A partire da Google, che prova a fare della sua Serp, la pagina dei risultati di ricerca, il luogo dove l’utente può trovare tutto quello di cui gli occorre. Offrendo un motivo per restare, persino quando il modem fa i capricci e va via la connessione.

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Andrea Rotoli

Giornalista. Classe '83, l'anno in cui viene adottato l'Internet Protocol. Mi piace pensare che non sia una coincidenza. Scrivo (anche) di tecnologia e social media e mi occupo (anche) di uffici stampa.

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