
I giovani tra i 14 e i 19 anni iniziano a preferire altre piattaforme. E per comunicare scelgono i servizi di messaggistica istantanea come WeChat.
Facebook non piace più agli adolescenti. O almeno, non più come prima.
Nel terzo trimestre, infatti, si è registrato un calo del 23% dell’utilizzo del social network da parte degli utenti nella fascia di età tra i 14 e i 19 anni.
A comunicare questo ribasso della popolarità di Facebook tra i teeneagers, è stato l’amministratore delegato Davide Ederbam, in una comunicazione agli azionisti in occasione della conference call per l’annuncio dei risultati finanziari del terzo trimestre.
Uno studio di Globalwireindex conferma questo trend. Dall’indagine emerge che gli adolescenti attivi su Facebook nel terzo trimestre sono stati il 59%, in forte calo rispetto al 79% del trimestre precedente.
Secondo Globalwireindex, questa dinamica al ribasso non riguarda solo gli Stati Uniti, bensì tutti i continenti, seppure con notevoli differenze tra singole aree geografiche: risulta più marcata in alcuni Paesi europei come Olanda (-52%), Francia (-44%) e Turchia (-79%), mentre è più sottile nei Paesi dove Facebook si è diffuso solo recententemente come Polonia (-7%), Russia (-6%) e Sud Africa (-1%)

Ma perché di questa improvvisa caduta di popolarità di Facebook tra i teenagers? I motivi sono principalmente due: la maggiore competitività delle altre piattaforme social e la crescente diffusione dei servizi di messagistica istantanea.
I giovani sembrano preferire la comunicazione attraverso dispositivi mobile, potendo interloquire direttamente con uno o più amici, o condividendo foto e video attraverso piattaforme social che valorizzino maggiormente la creatività e che consentano di sfruttare al meglio i sempre più potenti comparti fotografici equipaggiati dai device.
Come mostra la tabella sottostante, alcun mobile app registrano un vero e proprio boom tra il primo e il terzo trimestre del 2013: WeChat cresce del 1021%, Vine del 639%, Flickr del 254%, Skype del 105%, Facebook Messenger e Instagram dell’85%.
Dalla rilevazione di Globalwireindex manca inoltte Snapchat, che sarà oggetto di indagine solo a partire dal questo trimestre, ma di cui si può intuire la forte espansione anche considerando la notizia del rifiuto alla cessione a Facebook per tre miliardi di dollari.
