Il presidente del Consiglio snobba il social network di Google. Nella sua pagina pochi aggiornamenti e alcuni errori da non fare.
Per curiosità ho cercato il profilo di Matteo Renzi su Google+.
Mi ero detto: lui, il mago di Twitter, che inventa un hashtag al giorno, che se gli fai una domanda ti risponde (anzi, ti #matteorisponde), avrà sicuramente tantissimi seguaci anche su questa piattaforma.
E invece no: con stupore scopro che ad averlo inserito nelle proprie cerchie sono appena 41.000 persone. Per avere un termine di confronto, 10.000 meno del suo precedessore alla segreteria Pd Pieruigi Bersani, e addirittura meno della metà di quelli su cui può contare l’alleato di governo Angelino Alfano: due, peraltro, che nemmeno eccellono particolarmente per vocazione social.
Il confronto diventa addirittura impietoso con il rivale Beppe Grillo: il leader del Movimento Cinque Stelle è stato inserito nelle cerchie di oltre 183.000 persone ed è in assoluto il settimo profilo in Italia per numero di follower, secondo la rilevazione di CircleCount.
Non dipenderà certamente da Google+ il destino del governo Renzi, né la leadership all’interno del Pd. Tuttavia il presidente del Consiglio sbaglia a sottovalutare il social network di Google.
Soprattutto se si considera che in Italia gli utenti registrati su Google+ sono il 10,7%, e contribuiscono per il 2,2% al totale degli iscritti su scala mondiale.
Ok, nemmeno su Facebook Renzi è poi così attivo (basta vedere la sua bacheca: appena 4 post a febbraio e 3 a marzo), ma su Google+ la sua presenza è addirittura ridotta ad un solo post negli ultimi quattro mesi. Inoltre lui, o meglio il suo staff, ancora non hanno impostato un custom url. Per Google+, infatti, il presidente del consiglio è mister +106590037983789925298.
Renzi, insomma, su Google+ #puoifaredimeglio
