scandellari_fai_di_tte_stesso_un_brand“Fai di te stesso un brand. Personal branding e reputazione online” di Riccardo Scandellari. Recensione del libro e intervista all’autore.

“La recensione di un libro è sempre una buona idea: l’autore te ne sarà grato e tu avrai dato l’impressione di essere un professionista che si informa e studia”.

E’ uno dei tanti preziosi suggerimenti contenuti nel libro di Riccardo Scandellari, “Fai di te stesso un brand. Personal branding e reputazione online”, pubblicato ad aprile 2014 per l’editore Dario Flaccovio.
Seguirò il consiglio, e in questo post esaminerò alcuni aspetti del manuale di Scandellari. Anzi, di @Skande, come è conosciuto in Rete.
E farò di più, concludendo questa recensione con qualche interrogativo posto all’autore, fedele ad un altra indicazione contenuta nel libro.

“Chiedi agli esperti del settore se possono rispondere a qualche domanda. Successivamente nel post farai un’apertura e una conclusione”.

Il libro di Scandellari ha il dono della sincerità. Merce rara per i manuali che parlano di web e strategie digitali, che spesso tendono a enfatizzare eccessivamente le opportunità offerte dalle piattaforme social, facendo intuire che sia possibile costruire facilmente una percorso di successo e diventare in poco tempo un influencer apprezzato e temuto.

La verità, quella che l’esperienza insegna a tutti, è che le carriere, anche online, si costruiscono un poco alla volta, con passione, impegno, costanza e, ovviamente, talento. E poi, anche quando si riesce a conquistare popolarità sui social, la si deve comunque consolidare e alimentare offline. Con le strette di mano, gli scambi di bigliettini da visita, un comportamento socialmente accettabile, e l’abilità nel riuscire a soddisfare le richieste dei propri clienti.

“Coloro che sono riusciti a fare un mestiere e crearsi un lavoro sfruttando i canali digitali sono un’eccezione e non la regola”, ricorda Scandellari.
Ma quindi, se per tanti la fama non arriverà mai, a cosa serve tanto impegno sui social media?
La risposta di Scandellari è illuminante per la sua semplicità.

“Il tuo impegno sarà rivolto a creare una forte identità per avvantaggiarti nella sfera professionale”.

Già. Perché non conta che tu sia avvocato, giornalista, social media manager, fotografo, gestore di una piccola attività o semplicemente qualcuno che ha un particolare hobby e vuole condividere le proprie conoscenze. Tutti sono un brand e tutti possono trarre vantaggio, nella propria attività lavorativa, da una corretta presenza in Rete, in particolare sui social media.
Posto questo come obiettivo, il libro di Scandellari è una bussola perfetta per orientarsi al meglio tra le diverse piattaforme. Il manuale, arricchito dai contributi di numerosi esperti, spiega come abitare la Rete con consapevolezza e disciplina, proponendo se stessi con autenticità, senza cercare di rappresentarsi in modo artificioso.
Le pagine sono un prezioso aiuto per liberi professionisti, dipendenti, imprenditori, genitori, insegnanti e studenti. In definitiva, per chiunque abbia la necessità di imparare a usare, e usare bene, blog, Facebook, Google+, Twitter, YouTube, Linkedin, e gli altri principali social.

Riccardo-ScandellariRiccardo, il libro spiega in dettaglio quali sono le giuste tecniche. Ma come si fa a conciliare l’impegno nella cura della propria reputazione online, con il tempo da dedicare ai propri clienti e ai progetti a cui si sta lavorando?
Questa è una bella domanda, curare tutte le conversazioni che mi riguardano (1000/1500 alla settimana) comporta un impegno di almeno 2/3 ore al giorno. Quando racconto questo vedo facce che si interrogano se non sia una perdita di tempo; non lo è, non avendo una struttura commerciale questo tempo equivale allo stare al telefono in cerca di appuntamenti con eventuali clienti. Quasi tutti i clienti che abbiamo sono generati dalla visibilità online.

Sei un sostenitore della centralità del blog come strumento di web marketing. Sul tuo, www.skande.com, pubblichi nuovi post con frequenza quasi giornaliera.
Quali metodi usi per trovare nuovi argomenti da trattare? Quali sono le tue fonti?
Il blog è la prima cosa che curo dopo aver letto le mail alla mattina. Ho più di una decina di blog internazionali da cui mi informo e seguo diversi grossi nomi su Twitter. Solitamente non inseguo l’argomento d’attualità del mio settore, preferisco distinguermi parlando di temi che appassionano me principalmente e non inseguire la notizia.

Con l’introduzione dell’Authorhip, Google sembra aver iniziato a delineare un futuro nel quale i contenuti avranno sempre maggiore peso. Prevedi che copywriter e social media manager verranno selezionati dalle aziende unicamente in base alla loro forza “social”?
Ne sono certo, è già così: l’autore dotato di una sensibilità da giornalista per la notizia, in grado di esporla in modo semplice e fruibile, ha già una community di riferimento e G + premia già da tempo l’autore. I giornalisti dovranno coltivare la loro community è sarà anche questo uno dei motivi che li farà prediligere in un’eventuale assunzione.

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