giovani-imprenditoriNella Silicon Valley solo l’11% dei dirigenti è donna. E guadagnano il 73% in meno dei colleghi uomini.

Negli anni ’70 è stata battezzata “Silicon Valley”, per l’alta concentrazione di fabbriche di semiconduttori e microchip.
Un’area, in California, nella contea di Santa Clara, dove attualmente grandi aziende, da Apple a Microsoft, da Facebook a Google, per citare le più importanti, hanno la propria sede.
Un luogo che ha visto nascere alcune tra le più grandi innovazioni di questo e del precedente secolo. Un simbolo della modernità, ma che ripropone uno schema antico quando si tratta di stabilire le figure apicali all’interno delle industrie: tanti maschi e pochissime donne.
Secondo il Gender Diversity in Silicon Valley Report, realizzato dallo studio legale Fenwick & Wes, e pubblicato da Mashable, considerando le 150 principali aziende della Silicon Valley, solo l’11% degli incarichi esecutivi è ricoperto da donne.
Una quota che risulta addirittura più bassa del modesto 16%, riferito alle aziende incluse nello Standard & Poor’s Index 100.
E anche quando uomini e donne hanno ruoli di uguale importanza, a cambiare sono le retribuzioni. A parità di titolo di studio, infatti, i primi guadagnano il 73% in più.

E IN ITALIA?
Secondo una ricerca di Manageritalia, nel 2012 le donne dirigenti nel settore privato sono il 14,5% e i quadri sono il 28%.
Nel confronto con il 2008 sono dati in miglioramento, rispettivamente, del 16% e del 24%. Ma non basta: la strada da fare è ancora lunga.

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