Il caso Cuba. Tutti a caccia di wi-fi gratuito. Per guadagnare con il turismo, e conoscere il mondo che non hanno mai visto
Pochi minuti di connessione internet, costano ai cubani quasi una settimana di stipendio.
Sara Gandolfi spiega, sul Corriere della Sera, come oggi la vera revolución sia vivere “connessi”, pure con i limiti imposti dalla censura.
Solo una ristretta cerchia di persone – funzionari, università, giornalisti e artisti graditi a Castro – hanno accesso gratuito al wi-fi.
Tanti, non esistendo ancora il 3G, per usare internet con i cellulari (non smartphone, ma vecchi telefonini) si appostano fuori agli hotel craccando i codici della connessione.
“E’ l’ennesima contraddizione – annota Gandolfi – di un Paese disconnesso dove però fioriscono i blog, come Cafè fuerte, El blog de Yoandri, oltre alla rivista online della dissidente Yoani Sanchez, 14ymedio. Al mercato nero poi, si trova di tutto”.
I giovani hanno fame di informazioni. Vogliono conoscere cosa accade oltre il mare.
Mode, tendenze, musica, al di là del muro dell’Isla.
Ma, soprattutto, comprendere cosa sta cambiando all’indomani del giro dei negoziati per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Cuba e Usa.
“L’accesso gratuito a internet cambierà la loro vita, perché permetterà di lavorare e guadagnare col turismo”. Michela Dell’Amico su Wired sottolinea come i cubani abbiano il chiodo fisso del mondo, che fino a ieri non potevano visitare.
“All’Havana da qualche settimana si deve davvero sentire aria di nuovo, perché l’artista Kcho ha potuto fornire di un wi-fi gratuito il suo centro culturale, segnando un evento storico per il Paese – scrive – I cubani adesso possono iscriversi a Facebook, possono sentirsi parte del mondo, iniziare a conoscerlo, interagire con esso. Se è chiaro che la strada per la normalizzazione è e resterà difficoltosa, tuttavia avere un accesso gratuito resta una vera rivoluzione”.
Sarà interessante tra qualche tempo, scoprire quasi sono stati gli effetti di internet sulla vita quotidiana della popolazione,
La Rete non solo sta aprendo ai cubani il mondo, permettendo loro di comunicare o comprare merce proibita o limitata, come farmaci e alimenti, aggiunge Dell’Amico, ma anche di offrire soggiorno ai turisti nella propria casa, unica risorsa offerta dal governo per rimpinguare i miseri bilanci familiari.
Navigare dunque, per anticipare i tempi, in vista della liberazione delle relazioni, dei commerci e degli spostamenti: le grandi trasformazioni, sociali ed economiche, che attendono il Paese.
