giornalismi-nella-reteVideo intervista a Michele Mezza su un mestiere in continua trasformazione. Ed un’impresa giornale che va ripensata nei linguaggi, nei tempi e nelle modalità produttive e distributive.

Nel giornalismo a rete i fatti sanno come difendersi dai giornalisti

Il giornalista è colui che governa la transizione dei nuovi segnali.
I social sono una conseguenza della richiesta di intimità informativa.
Google e Facebook sono le nuove categorie dell’economia dell’informazione.
Parole di Michele Mezza, giornalista, saggista e docente di Culture Digitali all’Università Federico II di Napoli.
Giornalismi nella rete, edito da Donzelli, con una introduzione di Giulio Anselmi, è il titolo del suo ultimo libro, scritto nel web per un giornalismo che è sempre più web.
Costruito per mesi sul sito giornalisminellarete.donzelli.it, il testo racconta l’innovazione con il linguaggio dell’innovazione: filmati, link, testimonianze, visibili grazie ai Qr code.
Un libro che spiega un mestiere in continua trasformazione, che dilata le potenzialità fuori dalle mura redazionali, e descrive un’impresa giornale che va ripensata nei linguaggi, nei tempi e nelle modalità produttive e distributive.
Pagine popolate dalla dittatura degli algoritmi, da Facebook come edicola globale, da un giornale che non è più solo un giornale, ma diventa una community, un aggregatore, un centro di servizi.
E poi l’imperativo delle notizie orientate alle politiche Seo. E l’altra ossessione, del dare notizie prima di tutti, dove il timore di prendere un buco è sacrificato all’altare della verifica, del fact checking e dell’affidabilità.
Numerosi i case histories presi in esame, dal Washington Post al The Guardian, ma anche eventi come la morte di Pino Daniele, l’attentato a Charlie Hebdo, la strage di Tunisi e gli attentati di Parigi.
E poi contributi sul processo di cambiamento in atto, come quello di Claudio Giua, direttore dello sviluppo e dell’innovazione del Gruppo L’Espresso o di Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore.

Giornali e Facebook
Emblema di questa mediamorfosi è l’accordo nella primavera 2015 tra Facebook e alcune delle più importante testate globali come il New York Times e il The Guardian, che stravolge identità e funzione dell’informazione e le modalità di produzione delle notizie. Facebook le distribuisce in tutto il mondo ad oltre un miliardo e mezzo di utenti, riducendone all’origine il ruolo discrezionale: i giornali, insomma, spariscono come soggetto e diventano fornitori di un’unica edizione globale.
“Informazioni, commenti, filmati e approfondimenti ci verranno proposti sulla base delle nostre preferenze – scrive Mezza – Ognuno leggerà un proprio giornale, unico e diverso dagli altri. Giornali e tv continueranno ad esistere, ma chi si staccherà dalla rete per sfogliare 4-5 pagine o guardarsi un’ora di talk show? Il vantaggio per i giornalisti è la possibilità di arricchire facilmente le proprie storie con foto ad alta risoluzione zoomabili ed esplorabili muovendo lo smartphone, mappe interattive, video in auto play, clip audio, commenti in qualunque parte del testo.
Il tentativo di Facebook è infatti quello di attirare i contenuti degli editori facendo fare un salto di qualità alla sua piattaforma: dopo digital first e mobile first, l’azienda di Menlo Park punta a convincere che la prossima mossa vincente sia passare al social first“.

Algoritmo, nuovo king in redazione
Tutte le fabbriche delle news sono in piena ristrutturazione, aggiunge Mezza. Quello che sta cambiando a velocità siderale è il meccanismo di flusso dell’informazione, rispetto al quale appaiono del tutto inadeguate le professionalità.
Nuovi skills, avverte il libro, si richiedono al giornalista digitale, dal web system manager al video news and message designer manager.
In più, le notizie non sono più dominio esclusivo del giornalista: nel fraseggio tra redattore e lettore si intromette una nuova entità, l’algoritmo, il nuovo re della redazione.
E’ già in atto uno scambio fra una domanda bulimica degli utenti di rete di avere flussi inesauribili di contenuti gratuitamente, a fronte della cessione di dati sensibili sulla propria identità e sui propri comportamenti.
Uno scambio dove ognuno di noi si presta ad essere scannerizzato dai sistemi di profilazione, rimanendo vulnerabile all’azione pubblicitaria e commerciale.

 

Newsletter

Iscriti alla newsletter dell'Ago Press per ricevere aggiorrnamenti e offerte sui nostrri servizi.

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00