#TwLab è un gioco ispirato all’insalata di favole di Gianni Rodari. Un modo per imparare a scrivere e raccontare. Con Twitter.
“@LupocattivoTL fai attenzione perché ho mangiato pesante e ti resto sullo stomaco”.
“Non ti preoccupare @CappuccettoTL, ho pronto un bel digestivo”.
Ecco un esempio degli scambi via Twitter tra i ragazzi delle scuole impegnate in #TwLab, un gioco ispirato all’”insalata di favole” di Gianni Rodari, ricombinando personaggi e vicende della tradizione favolistica e creando una nuova storia.
Si tratta di uno dei progetti di TwLetteratura, una comunità che legge e commenta grandi opere della letteratura per poi “riscriverle” in forma di cinguettii.
Un metodo per imparare a raccontare utilizzando i 140 caratteri del popolare social network.
Alla lezione di Rodari si ispira il laboratorio didattico #TwLab ideato da Stefania Bassi, maestra di scuola primaria nonché animatrice digitale, al quale Guido Romeo su Nova, dedica un servizio.
Ma come funziona #TwLab? Il meccanismo è semplice. Divisi in piccoli gruppi, i bambini smontano favole già note e le “riscrivono” scambiandosi brevi messaggi di testo (140 caratteri). L’obiettivo, spiegano sul sito TwLetteratura , è fare incontrare due o più personaggi appartenenti a storie diverse, per avviare percorsi narrativi inediti.
Cosa succederebbe se il Lupo Cattivo mangiasse Cenerentola?
E se Cappuccetto Rosso da grande sposasse il Principe Azzurro?
Il gioco si svolge offline e prevede l’utilizzo di carta e penna, ma di fatto costituisce una prima introduzione ai meccanismi di Twitter, iniziando ad educare i bambini a un uso consapevole e creativo dei social network, con i quali, molto probabilmente, verranno presto in contatto. Tuttavia la valenza principale dell’esperienza consiste nel far usare l’immaginazione per ricercare la dimensione umana, quotidiana, e quindi un po’ ridicola, delle favole, attraverso la rielaborazione creativa e ironica della tradizione.
Quella che Rodari chiamava “la grammatica della fantasia”.