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La prima pagina del sito di Liberation

Un video mostra l’esecuzione di un poliziotto ad opera dei terroristi autori della strage. Opportuno diffonderlo?

Come accadde per i video degli ostaggi decapitati dall’Isis, sui siti web e i profili social della maggior parte delle testate giornalistiche, circola da ore il filmato del poliziotto freddato dagli autori della strage al settimanale Charlie Hebdo.
Non un fotogramma, ma un video di 45 secondi, dove l’agente viene finito con un “colpo di grazia” alla testa,  mentre urla, ferito, accasciato sul marciapiede.
“Immagini sconsigliate ad un pubblico sensibile”, recita il messaggio iniziale.
Liberi di pubblicarlo e di visionario, ci mancherebbe.
Ma interroghiamoci: non è che social networkmedia fanno così il gioco dei carnefici, divenendo loro malgrado strumenti di propaganda della loro strategia del terrore?
Io credo di sì.
Ho, al contrario, apprezzato l’iniziativa di decine di vignettisti di tutto il mondo, dall’Australia al Cile, dall’Algeria alla Francia, all’Olanda, che hanno voluto esprimere, con i loro disegni, la propria solidarietà ai colleghi massacrati: Charb, Cabu, Wolinski e Tignous.
Internazionale ne pubblica alcuni qui.
A me ha colpito questa: “Immortale”, dell’olandese Joep Bertrams.
La satira, per descrivere tutta l’atrocità di un crimine.
Un pernacchio in faccia all’Orrore.

vignetta_Joep_Bertrams

 

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