In un manuale edito da Hoepli, Daniele Vietri e Giovanni Cappellotto spiegano come progettare, realizzare e migliorare un progetto di e-commerce
L’eccessiva burocrazia, la normativa troppo sbilanciata a favore del consumatore, e la spietata concorrenza dei grandi colossi stranieri, spesso avvantaggiati da regimi fiscali più favorevoli, sono tra i principali ostacoli allo sviluppo del commercio elettronico in Italia. Un paese, il nostro, in cui troppe imprese guardano ancora con diffidenza al canale di vendita online, mentre quelle che tentano la strada dell’e-commerce lo fanno spesso senza una corretta pianificazione, progettuale ed economica, finendo così con l’arrendersi dopo i primi mesi in cui registrano scarse vendite.
Dati alla mano, realizzare un e-commerce di successo non appare semplice. Come ricordano Daniele Vietri e Giovanni Cappellotto, autori del manuale “E-commerce. La guida definitiva”, la cui seconda edizione è stata pubblicata ad aprile 2015 dall’editore Hoepli, il 30 per cento dei negozi online realizza meno di dieci visite al mese. Troppo poche per motivare impegno ed investimenti di lungo periodo.
Ma quali sono i numeri necessari per realizzare sufficienti guadagni?
Vietri e Cappellotto ci vengono in soccorso con un esempio.
Con uno scontrino medio di 50 euro, un e-commerce dovrebbe avere almeno 300 visitatori unici al giorno e un tasso di conversione del 2% per ottenere un volume d’affari lordo di 9.000 euro al mese, in media. Sono 108.000 euro all’anno che, detraendo l’Iva al 20%, diventano 90.000 euro ai quali bisogna togliere i costi della merce. Supponiamo che la merce costi 60.000 euro, i 30.000 euro rimanenti sono ancora gravati dai costi di esercizio, di trasporto, commissioni d’incasso, ammortamento delle strutture, aggiornamenti e sviluppi del sito, pubblicità ecc.
Consideriamo, per semplificare, che i costi ammontino a 11.000 euro l’anno, arriviamo ad avere 19.000 euro, ovviamente lordi. Inoltre, il primo anno di attività, probabilmente, è stato speso per costruire la macchina e raggiungere visibilità, senza guadagnare nulla.
Cosa resta all’impresa, nell’esempio citato? Un ricavo ridottissimo, molto lontano da quello che dovrebbe essere il reddito minimo di un’attività imprenditoriale. Il tutto, poi, senza la possibilità di avere dipendenti.
Cosa fare, quindi, rinunciare?
No, neanche per sogno. L’e-commerce è una straordinaria opportunità. Ma per saperla cogliere bisogna avere le idee chiare, spalle larghe e un budget elevato da poter investire. Bisogna pensare in grande e avere come obbiettivo molto più che le 300 visite al giorno dell’esempio precedente.
Si tratta di investire del denaro e bisogna capire se ne può valere la pena. In tal senso, il manuale di Vietri e Cappellotto è un perfetto inno alla consapevolezza. Una guida di 450 pagine, che analizza nel dettaglio ogni aspetto della realizzazione di un e-commerce, dalla pianificazione del progetto di business, alla sua realizzazione, fino all’ottimizzazione e alla verifica.
Quali sono gli adempimenti fiscali e legali? Come scegliere la web agency? Di quali e quanti collaboratori si avrà bisogno? Come fare una stima accurata dei costi di gestione? Meglio una piattaforma open source come Magento e Prestashop, o un software proprietario? Ancora: quando vendere attraverso un proprio sito web, e quando invece utilizzare marketplace come eBay e Amazon?
A tutte queste domande il manuale di Vietri e Cappellotto fornisce ampie risposte e le nozioni necessarie per effettuare le proprie scelte.
E’ un testo che riesce ad offrire una completa visione di insieme, affrontando nel dettaglio tutte le principali questioni. Una lettura utile al manager che vuole avere gli strumenti per valutare l’operato dei tecnici ai quali si è rivolto, o si vorrà rivolgere, ma anche al piccolo imprenditore e al privato che vuole vendere online e non sa da dove iniziare.
Fatte tutte le valutazioni, poi, non resta che partire. Il monito degli autori è quello di avere sì cura di ogni aspetto, nella fase di progettazione, ma poi di non starci a pensare troppo. “Nel lungo termine siamo tutti morti”, ricordano con una battuta. Il costo della perfezione non è giustificato. “Il primo passo, l’unico davvero necessario, è pubblicare i prodotti principali su una piattaforma di vendita che funzioni. Il resto viene dopo”.