L’analisi di e-Media Institute e Istituto Bruno Leoni, nel rapporto “Il sistema audiovisivo. Evoluzione e dimensioni economiche”
Lo sviluppo delle reti a banda larga, e la diffusione di smartphone e tablet, hanno modificato le abitudini di fruizione dei contenuti editoriali. Sono cambiati schemi e schermi: quest’ultimi, passando dalla carta al digitale, e facendosi sempre più piccoli e tascabili.
Ma più che di schermo, oggi è più corretto parlare di schermi, al plurale, per evidenziare l’interconnessione tra smartphone, tablet, laptop, e smart-tv, in un sistema basato su un’unico elemento: la rete internet. E i contenuti, a loro volta, diventano digitali e precisamente “screen content”: consumati sul sistema integrato degli schermi connessi.
A disegnare i nuovi scenari che hanno modificato i meccanismi di produzione e fruizione dei contenuti multimediali è il report “Il sistema audiovisivo. Evoluzioni e dimensioni economiche”, realizzato da e-Media Institute e dall’Istituto Bruno Leoni. La pubblicazione si sofferma su come l’ambiente online e il sistema dello screen content abbiano trasformato le economie storiche del mercato editoriale, attraendo diversamente gli investitori pubblicitari e determinando, a causa della diversa redistribuzione delle risorse, nuove logiche di filiera e nuove esperienze editoriali.
Nel nuovo sistema dello screen content, tutti i nostri device formano un’ambiente unico in cui i quattro ambienti generali della comunicazione – quella interpersonale a distanza, quella di massa rivolta al pubblico, quella per il trattamento dei dati e dei documenti, e quella della produzione amatoriale – collassano gli uni sugli altri.
Massimo esempio di questa fusione sono gli ambienti di comunicazione come quelli proposti da Facebook, Twitter o Instagram, che sono allo stesso tempo ambienti della “comunicazione interpersonale”, della “comunicazione di massa”, della “produzione amatoriale” ma anche potenti ambienti per la raccolta di dati, finalizzata, ad esempio, al direct marketing.
Questo nuovo paradigma è offerto non solo dai servizi, ma anche dagli strumenti. Basta guardare alle funzioni offerte dagli smartphone, veri e propri centri multimediali che consentono di fruire di contenuti editoriali e allo stesso tempo diventare macchine di ripresa per la produzione di contenuti amatoriali. Per versatilità e dimensioni ridotte, smartphone e tablet sono l’attuale punto di arrivo più avanzato dell’integrazione dei quattro ambiti della comunicazione mediale.
In questi nuovi scenari, cosa resta della “editoria libraria” o della “stampa quotidiana”? Solo le vecchie definizioni, sostengono gli autori del report, frutto di convenzioni che hanno radici in un sistema tecnico profondamente diverso. Perché oggi un editore di una testata quotidiana cartacea è un operatore del sistema dello screen content e opera in un contesto competitivo che è quello degli schermi connessi.