carrello_abbandonatoI motivi più comuni per i quali le persone non concludono i propri acquisti online. Gli errori da non commettere per chi gestisce un e-commerce.

I carrelli abbandonati sono l’incubo di ogni e-commerce. Una percentuale troppo alta abbassa il tasso di conversione dei visitatori in acquirenti, ed è il sintomo che qualcosa non funziona al meglio.
Nel “VMO eCommerce Survey 2014”, Visual Website Optimizer ha indagato i principali motivi che inducono le persone a non ultimare gli acquisti dopo aver aggiunto dei prodotti al carrello.

1) SPESE DI SPEDIZIONE NON PREVISTE
Il 28% degli intervistati rinuncia all’acquisto se, nella fase di check-out, il prezzo del prodotto lievita a causa di costi di trasporto non dichiarati precedentemente.
Gli utenti desiderano avere, da subito, la certezza che la consegna è gratuita. O, in alternativa, la stima delle spese di spedizione.
Inoltre, quando i costi di trasporto non vengono indicati, gli utenti potrebbero inserire il prodotto nel carrello, e simulare la fase di acquisto, unicamente per verificare l’importo finale. Alterando così la percentuale di carrelli abbandonati e fornendo indicazioni sbagliate a chi gestisce lo store.

Una vetrina di Amazon. Contiene indicazioni su costo del prodotto, IVA, e spese di spedizione.

Una vetrina di Amazon. Contiene indicazioni su costo del prodotto, IVA, e spese di spedizione.

2) DIFFICOLTA’ A CREARE UN NUOVO ACCOUNT
Moduli eccessivamente lunghi, ricchi di informazioni da inserire, con campi obbligatori che si illuminano di rosso quando l’utente prova a terminare la registrazione, sono nel 23% dei casi il motivo per il quale i prodotti restano nel carrello.
Bisognerebbe ridurre all’essenziale le richieste di dati, limitandosi a quelli anagrafici e per la fatturazione. O, in alternativa, dare all’utente la possibilità di usare un guest account, privo quindi di funzionalità come storico degli acquisti e lista dei desideri.

3) NESSUNA INTENZIONE DI ACQUISTO
Capita. Nel 16% dei casi le persone semplicemente stanno effettuando una ricerca e inseriscono, a volte per errore, dei prodotti nel carrello.
Il fatto che non siano al momento interessati all’acquisto non significa che non potranno diventare fra qualche ora, o giorno, dei clienti. Le tecniche di remarketing sono un valido aiuto per raggiungere questo scopo.

4) METODI DI PAGAMENTO
Il 13% degli ordini non si conclude perché al cliente non viene indicato un metodo di pagamento a lui gradito. La soluzione è offrire quante più alternative è possibile: carta di credito, bonifico bancario, Paypal, e contrassegno.

Fin qui, le principali cause di abbandono del carrello. Il report di Visual Website Optimizer si sofferma anche su alcune leve per fare aumentare gli ordini.

1) TRAPORTO GRATUITO OLTRE UN CERTO IMPORTO
Lo scontrino medio degli e-commerce è generalmente di importo superiore a quello dei negozi fisici. Questo perché le persone tendono a unire più prodotti in un solo ordine, o a comprarne quantitativi maggiori.
Spesso, aggiungere un prodotto al proprio carrello fa beneficiare di un azzeramento delle spese di spedizione: un’opportunità che viene cercata e raccolta dal 24% degli acquirenti.

2) CONVINCERE GLI INDECISI CON UNO SCONTO
Oltre la metà delle persone dichiara che comprerebbe i prodotti lasciati nel carrello se gli venissero offerti ad un prezzo scontato.
Ed in effetti è una tecnica che viene messa in campo da molti e-commerce, che inviano mail agli utenti registrati informandoli che un prodotto inserito nel carrello, e non acquistato, è calato di prezzo, o offrendo un codice sconto. Questa tipologia di email, in gergo definite “triggered”, hanno un alto tasso di conversione in acquisti.

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