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I “data driven post ” ottengono il 91% in più di reach rispetto agli “scheduled post”

Qual è l’orario più proficuo per avviare una conversazione su Facebook, Twitter o Google Plus? In quale momento della giornata è attivo il maggior numero di utenti interessato all’argomento che intendiamo condividere?
Sono domande che in molti si pongono e che tante volte si traducono in tentativi di pubblicazione ad orari diversi, valutando poi in maniera artigianale i risultati ottenuti, affidandosi alla somma di impressions e interazioni col post.

Una ricerca di Social Flow, su un corpus di 1,6 milioni di post organici (quindi non a pagamento), rivela che il modo migliore per avere la massima reach è affidarsi a software che fanno uso di algoritmi predittivi e che scelgono per noi il “minuto buono” in cui pubblicare un post.
I contenuti condivisi usando l’orologio del software, tecnicamente definiti “data driven”, secondo lo studio ottengono il 91% in più di reach e il 25% in più di engagement rispetto ai post programmati.

Discorso a parte per i post pubblicati in tempo reale, ad esempio durante lo svolgimento di eventi in diretta. Questa tipologia di contenuti sembra dare risultati particolarmente buoni, in termini di reach ed ed engagement, ma solo alle aziende del settore Media ed Entertainment. Mentre per le aziende di altri settori questa tecnica dovrebbe essere usata con più parsimonia, limitandola solo ai casi in cui il soggetto ha una stretta connessione con l’evento o vi sta partecipando.

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