Studio di Human Highway sugli articoli più condivisi sui social, in Italia, nel 2014. Vincono curiosità e cronaca
“Sonno, la donna deve dormire più dell’uomo: il cervello di lei lavora più di quello di lui”. E’ il titolo dell’articolo che, nel 2014, ha totalizzato il maggior numero di condivisioni sui social: circa 153mila.
A pubblicarlo, Il Mattino, quotidiano con il quale collaboro da anni.
Ma non per questo, la cosa mi rende particolarmente ottimista sul futuro dell’editoria, dove l’offerta di contenuti sembra spesso (non sempre a quanto pare) viaggiare su binari diversi da quelli dove sfrecciano i lettori.
Con i loro vagoni carichi di preferenze e di interessi: non politica, non economia, figurarsi cultura.
E’ una curiosità scientifica a conquistare, infatti, il podio degli articoli più cliccati.
Al secondo posto, spiega Pier Luca Santoro sulle pagine di Datamediahub, si piazza “Sesso, gli uomini con la pancia durano di più” pubblicata da Leggo e al terzo “I 12 motivi per cui un fratello è la persona più importante della vita” apparsa su Fanpage.
L’articolo di Santoro commenta i risultati di una ricerca di Human Highway che dal novembre 2011 segue ogni giorno il fenomeno dell’amplificazione sociale delle notizie di attualità con un proprio strumento: Uac Meter.

Anche quest’anno la società ha offerto un estratto dei risultati di un anno di misurazione, elencando le 205 notizie più diffuse sui social network in Italia, quelle che hanno raccolto oltre 29mila condivisioni, da parte di 550mila utenti su Facebook, Twitter e Google Plus.
Un dato in crescita dell’83 per cento rispetto ai 300mila medi giornalieri del 2013.
Sono persone che amplificano i contenuti prodotti dagli editori e abilitano altre persone a trovare e interagire con l’informazione di attualità.
“Capita sempre più spesso di sentire l’ho letto su Facebook – evidenzia lo studio – e un’altra ricerca della scorsa estate ha misurato la rilevanza di questo fenomeno: il 15 per cento degli utenti Internet apprende una notizia dai social networks prima che dalle testate d’informazione online o tradizionali”.
Ora, è pur vero come ricorda Santoro, che “condiviso non è letto” e che non c’è alcun rapporto tra quanto un pezzo di contenuto sia condiviso e la quantità di attenzione che un lettore medio darà a quel contenuto.
Ma lo studio è un nuovo invito a tanti editori a destarsi dal sonno, rivolgendo l’attenzione agli scenari profetizzati dagli esperti.
Il 2015, sottolinea infatti Vincenzo Marino, sarà l’Anno del Lettore non più come attore passivo da inondare di proposte e contenuti ma come attore da coinvolgere, anche a costo di sbagliare, secondo la formula “digital first, audience foremost”.
P.S. Sarebbe interessante sapere se la notizia “Sonno, la donna deve dormire più dell’uomo: il cervello di lei lavora più di quello di lui” sia stata letta più da uomini o da donne!
