Intervista al founder di My Social Web, autore di un nuovo manuale con consigli e strategie per fare blogging
Avete presente una mela dipinta da Cézanne? Tre tocchi e c’è tutto. Il colore, il peso, la polpa.
Vorrei che le parole che uso avessero il peso delle mele di Cézanne
[Georges Simenon]
Si narra che il padre del commissario Maigret, tra gli scrittori più prolifici della letteratura di ogni tempo, lasciò la bella cantante Joséphine Baker perché sottraeva tempo alla scrittura.
Simenon riusciva a sfornare fino ad ottanta cartelle al giorno. Seguiva ritmi serratissimi e barrava le giornate di lavoro su un calendario.
Il ritratto di un genio, ma tutt’altro che sregolato.
Perché la scrittura non è improvvisazione. E’ metodo.
Così anche gli sforzi di produzione destinati ai blog, tra i più efficaci strumenti di comunicazione delle conoscenze, devono essere organizzati: bisogna dare ordine alle pubblicazioni, altrimenti ogni progetto è destinato al fallimento.
Competenze e pianificazione, insomma.
Ne è convinto Riccardo Esposito, blogger, copywriter e webwriter, creatore di My Social Web, alla sua seconda fatica editoriale.
Fare blogging, il mio metodo per scrivere contenuti vincenti è il titolo del manuale, edito da Dario Flaccovio, dedicato a chi vuole creare contenuti capaci di fare centro. E di raggiungere gli interessi dei lettori.
Il volume, che è vera e propria guida al piano editoriale, con tanti utili suggerimenti su pianificazione, gestione e scrittura, contiene una prefazione di Valentina Lepore e contributi di Cinzia Di Martino, Michaela Matichecchia, Alessandro Scuratti, Laura Lonighi, Ludovica De Luca, Benedetto Motisi, Salvatore Russo, Francesco Margherita e Beatrice Niciarelli.
Una guida per fare blogging. A chi è rivolta?
È rivolta a chi vuole iniziare a fare blogging, ma anche a chi ha bisogno di un confronto concreto per migliorare la propria strategia. Ci sono mille strade diverse per fare blogging: in questo libro racconto quella che ho scelto e ho seguito. Quella che sto ancora seguendo per me e per i miei clienti. Quindi ecco la risposta: è una guida trasversale.
Per diventare un grande blogger non basta saper scrivere. Quali sono le altre competenze?
Devi saper ascoltare. Ma soprattutto devi avere l’umiltà di fare un passo indietro: tu non sei il detentore della verità. I contenuti che tu hai deciso di creare non sono quelli definitivi, quelli che sicuramente incontreranno il consenso del pubblico. Devi avere l’umiltà di considerarti spettatore attivo, osservatore partecipante (rubo il termine dall’etnografia) e non editore capace di conoscere ogni esigenza del pubblico. La realtà è completamente differente.
Parlare alla tua nicchia e diventare una fonte di informazione. Qualche altro consiglio per chi vuole iniziare?
Non mollare al primo intoppo. Ce ne saranno mille, tutti diversi. Ma tu dovrai essere in grado di guardare le difficoltà con spirito critico, senza avvilire il proprio operato e senza sminuire inutilmente il tuo essere blogger. Quando i risultati non arrivano e forte la voglia di rinunciare a tutto. Non lo fare, tieni duro.
Scrivi che l’essenza della scrittura online è la condivisione. Quanto contano i social nel successo di un blog?
Ormai sono fondamentali. Credo che sia impossibile (o comunque molto difficile) per un blog appena nato sopravvivere senza un’attenta attività social. Curare un profilo Facebook o Twitter, in ogni caso, non significa solo ripubblicare i contenuti del blog. Vuol dire, in buona sostanza, studiare un calendario editoriale specifico per dare ai lettori un motivo in più per seguirti.
Quali incipit riescono a catturare meglio l’attenzione del lettore?
Domanda difficile. Dipende dal lettore, anche se la regola della buona scrittura online suggerisce di evitare attacchi lunghi e slegati dal cuore dell’articolo. Devi dare le informazioni importanti subito, e lo devi fare sempre in un modo diverso altrimenti rischi di diventare monotono. Io credo che non esista una regola base, e che tutto dipenda dal pubblico.
In Keep Calm and Write, il tuo primo libro, inviti ad uscire dall’anonimato. Come si diventa una “mucca viola”?
Perché dovrei leggere il tuo blog? Cosa dai in più? Io ho tempi ristretti, non posso perdere tempo per leggere un contenuto inutile. O comunque un contenuto che posso trovare su un blog che mi ha già fidelizzato. Non è facile diventare una mucca viola perché ciò significa essere speciale, dare qualcosa di speciale. Non c’è una ricetta precisa, c’è solo una spinta costante verso questa direzione.
La pagina bianca e il cursore che lampeggia. Mai sofferto del “blocco dello scrittore”?
Accidenti. Questo è un problema ricorrente tra gli “scrittori del web” ma io lo risolvo così: scrivo. Anche se non so cosa scrivere inizio a buttare giù qualcosa. Magari inizio dalle conclusioni, dalla parte intermedia o da una serie di concetti sparsi. Quasi mai inizio dal titolo quando ho il blocco dello scrittore: l’importante è iniziare, sbloccare.
Quali sono gli errori più comuni commessi nella stesura di un post?
Scrivere quello che è già stato detto. Lo so, è un errore difficile da risolvere ma questo è il limite di molti blog. Oggi non puoi permetterti di riprodurre informazioni già pubblicate: i lettori hanno una scelta ampia e non puoi ignorare questo aspetto del web. Ancora un altro difetto: scarsa attenzione al titolo. Oggi non puoi permetterti questo lusso: devi scrivere titoli che attirino l’attenzione del lettore.
Qual è il migliore cliente per un blogger? E il peggiore?
Il migliore: quello che segue le indicazioni del blogger. Il peggiore: quello che non paga. E che pretende di aver ragione.
