In un libro, tutti i suggerimenti per trasformare il blog in uno strumento di vendita
Il blog aziendale non è un semplice blog. Nasce con uno scopo preciso: convertire. Ossia, trasformare il lettore in cliente. Senza urlargli in faccia l’offerta dell’azienda, ma instaurando un dialogo, fornendo informazioni e facendo percepire qual è la vision del brand.
Come vendere con il blog aziendale? Una domanda, per molti una missione, che è anche il titolo di un manuale, scritto da Alessio Beltrami, consulente marketing e fondatore di Blogaziendali.com, pubblicato per Flaccovio Editore (2014, p. 308).
Il manuale riempie un vuoto. Non esiste, come ricorda anche l’autore, una guida aggiornata e completa, pubblicata in italiano, focalizzata sulla gestione di un blog aziendale.
“Questo libro – spiega Beltrami – intende essere una risposta chiara per guidare aziende e professionisti nello sviluppo di una strategia di comunicazione e marketing che veda il blog aziendale come strumento operativo”.
La lettura è il giusto mix di approfondimenti tecnici, teorici, e casi di studio. Lo strumento blog aziendale viene analizzato sia come medium che come infrastruttura. Vengono quindi fornite indicazioni, ad esempio, su come scrivere contenuti e titoli di qualità, impostare un calendario editoriale, misurare le performance, manutenere il CMS.
I sette capitoli che compongono il volume sono impreziositi dai contributi di Guglielmo Arrigoni, Francesco Bersani, Michele Bondani, Marco De Veglia, Riccardo Esposito, Tiziano Fogliata, Alessandra Girardi, Jacopo Matteuzzi, Nicoletta Polliotto, Vincenzo Spina, Andrea Vacca.
Alessio, nel manuale indichi in 6-12 mesi il tempo necessario ad un blog aziendale per diventare autorevole, visibile e seguito.
In base alla tua esperienza, gli imprenditori italiani hanno la pazienza di inseguire un obiettivo di così lungo periodo?
No. In molti non hanno pazienza né tantomeno la possibilità (parlo di aziende in crisi nera che vedono il blog come un’ancora di salvezza).
In generale il blog è adatto a chi ha una visione chiara del suo utilizzo e a chi ha la possibilità di investire per qualche mese prima di ottenere risultati. L’investimento a medio e lungo termine non è poi una cosa così strana, in Italia aspettiamo mesi in silenzio per permessi, licenze a autorizzazioni di ogni genere per fare impresa. In questo caso non è un’attesa motivata da un disservizio ma da un’esigenza fisiologica: far conoscere la tua azienda attraverso questo canale ha tempi diversi dalla pubblicità tradizionale (ma offre anche risultati differenti).
I tre errori più comuni che riscontri nei blog aziendali?
1) Non metterci la faccia. Ovvero comunicare in modo impersonale, distaccato con contenuti insipidi che non fanno percepire realmente a chi sta dall’altra parte il pensiero dell’azienda.
2) Comunicazione on/off. Succede quando si comunica senza continuità, quindi si scrive sul blog quando si ha tempo, quando si ha voglia o quando avanza qualcosa dal budget per pagare chi se ne occupa. Questo impedisce di creare un rapporto continuativo con chi ci legge.
3) Conta solo il prodotto. Pensare ad un blog aziendale sviluppato attorno al prodotto o servizio è un altro errore micidiale. Il cliente non è interessato al tuo prodotto, ma alla soluzione che può offrirgli, per questo non dovrebbe mai essere il prodotto il punto di partenza, ma il beneficio del consumatore. Questo porta a blog che parla al consumatore e che gli offre un vero motivo per essere letto.
Professione blogger: quanto conta il talento e quanto invece impegno e tenacia? Insomma, blogger si nasce o si diventa?
C’è differenza tra il blogger e chi scrive sul blog aziendale. In parte le figure hanno competenze simili, ma scrivere su un blog aziendale significa occuparsi di comunicazione aziendale, il blog è solo la cornice. Ad ogni modo credo che blogger si diventi. Tengo regolarmente corsi pubblici e in azienda dedicati alla gestione del blog aziendale e sono convinto che con semplici linee guida osservate regolarmente si possano produrre risultati considerevoli per l’azienda.
Nel testo spieghi che il blog è un media proprietario. Proprietario, non gratis. Bisogna alimentarlo di contenuti di qualità, e questo ha un costo. Quanta parte del budget destinato alla promozione dovrebbe essere destinato alla cura del blog?
Non so darti né una stima percentuale né economica – ogni strategia ha esigenze diverse.
Credo che non sia possibile destinare le briciole al blog perché non è un di più, ma una parte decisiva di una strategia di comunicazione, per questo cerco di dissuadere le aziende indecise sapendo che non porterà frutti senza un approccio consapevole. Il che significa capire bene che richiederà tempo, risorse e soldi come una qualsiasi attività di marketing e comunicazione che si rispetti.
“Apro un blog e lo aggiorno di contenuti; questo come mi aiuta a far squillare il telefono?”.
Come consigli di rispondere ad un cliente che pone questa domanda?
Aiuta nella misura in cui questi contenuti contengono in modo chiaro un messaggio che trasmette al lettore sicurezza (capisce di potersi fidare) e nella misura in cui trasmettono al lettore un messaggio rilevante (per lui quelle informazioni sono importanti).
Associato a questo servono precisi strumenti di conversione che facilitano il lavoro finale di conversione del lettore, ma senza i requisiti che ho elencato è difficile farcela.
“Ma se aggiorno Facebook, non è la stessa cosa?”
E’ l’imprenditore di prima. Come gli rispondiamo?
Ti rispondo con 3 motivazioni:
– non controlli tutti i dati e non li analizzi (a differenza del blog);
– non possiedi la piattaforma (non fai tu le regole);
– non puoi investire a lungo termine (tra 6 mesi gli utenti decidono che Facebook non è più interessante e tu ti ritrovi un bel palcoscenico senza pubblico)M
La popolarità dei blog, iniziata circa 15 anni fa, non è stata scalfita dai social media. E in futuro? Secondo te avrà ancora lunga vita il blog nella comunicazione d’impresa?
Secondo me il blog ha molta più ragione di esistere oggi rispetto a 15 anni fa. Questo perché oggi internet si usa molto di più e perché l’abitudine dei consumatore a ricercare informazioni prima dell’acquisto è molto più diffusa ed essendo il blog anche un arisposta a questo aspetto rende il suo utilizzo particolarmente utile ai giorni nostri.

