Sopravvissuto all’avvento dei social media, il blog è più gettonato che mai. In questa guida sei suggerimenti per realizzarne uno di successo. Il primo articolo è dedicato alla scelta del nome.
Nel 2014, a circa quindici anni dall’inizio della loro diffusione di massa, i blog sono ancora uno degli strumenti più popolari del web.
Nonostante più di una profezia li volesse in rapido declino a causa del boom dei social media, i blog non solo sono sopravvissuti ma attualmente vivono una seconda giovinezza e vengono considerati il fulcro della presenza in Rete di privati e aziende.
Il principale fattore che ha favorito il successo dei blog è l’estrema semplicità con cui è possibile realizzarli.
Nei primi anni del nuovo millennio, quando in Italia l’alfabetizzazione digitale era ancora agli inizi, i computer in ambito domestico poco diffusi, in Rete si viaggiava con connessioni Dial-up 56k, e costruire un sito web richiedeva approfondite competenze informatiche, piattaforme come Splinder (la prima ad essere localizzata in lingua italiana), Altervista, Clarence, Excite ed altre, consentivano in pochi passaggi di avere un proprio spazio web, personalizzabile, sul quale pubblicare testi e foto con l’utilizzo di un semplice editor.
Questo principio di semplicità è valido anche oggi. Pubblicare un blog richiede due minuti e anche i meno geek possono farlo autonomamente. E’ sufficiente collegarsi ad una delle numerose piattaforme di hosting – la più popolare è Wordpress, disponibile in modalità freemium, cioè con un piano base senza costi – inserire i propri dati anagrafici, indicare username e password, scegliere un titolo, un motto, un tema grafico, et voilà: si è pronti a scrivere e pubblicare il primo post.
Ad essere profondamente mutato è invece il modo con il quale i blog vengono percepiti. Un tempo erano prevalentemente diari personali, mentre oggi sono principalmente usati da brand e professionisti per raccogliere articoli e riflessioni su un determinato tema.
Sono inoltre diminuiti i costi di realizzazione di un blog. Oltre alle già citate soluzioni gratuite, si può ricorrere ai servizi offerti dai principali provider, che per meno di 50 euro annui offrono pacchetti base comprendenti la registrazione del dominio, uno spazio hosting sul quale installare un CMS come Wordpress, Joomla o Drupal, caselle di posta elettronica del tipo @nomedominio.estensione, servizi di backup e filtri antispam.
Ok, ma come procedere?
In una serie di dieci articoli, affronteremo altrettanti argomenti con dei suggerimenti per chi intende aprire un nuovo blog, o magari ne possiede già uno ma vorrebbe provare a migliorarne le prestazioni.
PARTE I – COME SCEGLIERE IL NOME DI UN BLOG
Prima di pubblicare un blog in Rete, bisognerebbe avere innanzitutto una chiara idea sugli argomenti che si intendono trattare, e quindi a quali lettori ci si vuole rivolgere.
Useremo il blog per “raccontare” un brand, o un evento? Per coltivare il nostro network professionale? O ancora, più semplicemente, per dare libero spazio alla nostra creatività, pubblicando riflessioni, fotografie e video su vari argomenti?
Sono domande che dovreste porvi, perché è in base alla risposte che orienterete tutti i passi successivi.
Una delle scelte che subito si impone è il nome del blog.
L’url è il modo con il quale sarete indicati nella blogosfera e in tutta la Rete. Dovrà pertanto essere il più possibile di impatto e facile da ricordare.
Non vi sono nomi vincenti, né regole universali, e molto dipende dalla tipologia di blog che volete realizzare.
Analizziamo in dettaglio tre casi: blog personali, blog aziendali e blog dedicati ad eventi.
- BLOG PERSONALI
Siete voi l’autore dei contenuti. Vostra è la biografia che compare nella pagina “About me”. I widget social che avete installato sono collegati ai vostri profili.
La scelta più ovvia, pertanto, è battezzare il blog con il vostro nome e cognome: www.nomecognome.estensione.
Nel caso questo dominio non sia più disponibile perché già registrato da altri, o desiderate una maggiore personalizzazione, potreste usare diminutivi o soprannomi, a patto però che abbiano un bel suono e destino curiosità.
E’ la scelta usata, ad esempio, dal Social Media Consultant Francesco Russo (www.franzrussso.it) e dal giornalista e creativo Roberto Scandellari (www.skande.com)
Importante: una volta fatta la vostra scelta, vi converrà usare lo stesso nome anche per tutti i profili social, approfittando della possibilità, offerta oramai da quasi tutte le piattaforme, di impostare i cosiddetti “vanity url”.
Riprendendo gli esempi di prima, il profilo Facebook di Scandellari è facebook.com/Skande, mentre quello Twitter di Francesco Russo è twitter.com/franzrusso.
Naturalmente si possono fare anche scelte diverse e ottenere ugualmente ottimi risultati. Del resto sono sempre i contenuti a fare la differenza! Due esempi: i lettori di Pandemia (www.pandemia.info) e [mini]marketing (www.minimarketing.it) sanno bene che i curatori dei due blog sono, rispettivamente, i consulenti marketing Luca Conti e Gianluca Diegoli.
- BLOG AZIENDALE
La soluzione più utilizzata è quella di ospitare il blog come sezione del sito aziendale: l’url del blog pertanto sarà www.nomedominio.estensione/blog.
Se si vuole creare discontinuità, anche grafica, rispetto al sito principale, si può optare per un dominio di terzo livello: blog.nomedominio.it.
Ancora, se si vuole lanciare un nuovo prodotto o servizio, un concorso, o un’iniziativa mirata di marketing, si può creare un blog con un nome completamente diverso da quello del sito del brand. L’importante è avere definito una strategia da seguire.
- BLOG PER EVENTI
In questo caso la scelta del nome è quasi sempre obbligata. La creatività dovreste concentrarla nella fase di naming dell’evento, tenendo in considerazione la disponibilità di un dominio internet con quel nome o che gli si avvicini molto.
Scelte diverse, soprattutto se il tempo a disposizione per la promozione è poco, potrebbero essere controproducenti.
Un ultimo suggerimento riguarda la lunghezza del nome da dare al vostro blog.
Il massimo di caratteri utilizzabili per l’url è 63: un’enormità. Qualcuno si è anche “divertito” a registrare domini così lunghi (un esempio: www.llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogochuchaf.eu), ma ve lo sconsiglio fortemente, e con me il grafico che vi dovrà stampare i bigliettini da visita.
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